Chirurgia

La chirurgia orale comprende più metodiche che spaziano dall’estrazione di denti compromessi alle più complesse estrazioni dei denti del giudizio, dalle apicectomie per granulomi ossei alle asportazioni di cisti, dalla chirurgia pre-protesica alla chirurgia peri-impiantare.

Nei pazienti più giovani invece spesso si devono eseguire interventi di asportazione di denti decidui e sovra numerari, innesti di gengiva, asportazione di frenuli linguali e labiali eseguita con un modernissimo laser, che rende tali procedure velocissime e totalmente prive di sanguinamento e chirurgia pre-ortodontica finalizzata alla disinclusione di elementi inclusi.

CHIRURGIA AVANZATA

Per interventi di chirurgia orale avanzata si intendono interventi particolarmente sofisticati.
Le procedure di chirurgia orale spaziano da tecniche di rigenerazione ossea con utilizzo di biomateriali di ultimissima generazione di tipo eterologo ad altre con utilizzo di innesti di osso autologo attuate attraverso prelievi dalla sinfisi mentoniera e dal ramo mandibolare e mascellare.
Altra tecnica molto utilizzata in implantologia è il rialzo piccolo e grande del pavimento del seno mascellare nell’arcata superiore, mentre per quanto riguarda l’arcata inferiore si eseguone tecniche di ampliamento di cresta con innesti di bio matariali e nei casi di particolare carenza ossea si effettua in collaborazione con un chirurgo maxillo facciale, il cosidetto “intervento a cassetto”.

La riabilitazione di pazienti edentuli mediante terapia implantare è oggi giorno una metodica sicura e predicibile. Tuttavia, in alcuni casi, dopo estrazione dentale avviene un importante riassorbimento osseo che rende la terapia implantare difficile se non impossibile. Svariate metodiche di incremento osseo sono state riportate in letteratura e, tra queste, la GBR (Guided Bone Regeneration) è una tecnica che permette di ottenere un simultaneo incremento osseo sia di tipo verticale che orizzontale.

Nella maggior parte dei casi il materiale da innesto utilizzato è l’osso autologo, prelevato da siti intraorali quali la sinfisi mandibolare ed il ramo, oppure da siti extraorali come ad esempio la cresta iliaca, la calvaria o la tibia.

Sebbene l’osso autologo sia considerato il materiale d’elezione grazie alle sue proprietà osteoinduttive, ci sono alcuni limiti da considerare: il quantitativo ridotto di materiale prelevabile da siti intraorali, di qui la necessità di prelevare da siti extraorali l’aumento dei costi biologici e del rischio di complicanze intra e post-operatorie e l’inevitabile allungamento dei tempi chirurgici.

s12

Prof. Pietro Felice

Di conseguenza, l’utilizzo di sostituti ossei come materiali da innesto potrebbe essere una soluzione più accettabile per questi pazienti. Osso di tipo omologo, materiali da innesto eterologhi o alloplastici, utilizzati da soli o in combinazione tra loro, sono fonti di innesto alternative che comportano l’eliminazione degli svantaggi appena citati.

Altri vantaggi di questi materiali sono la facile reperibilità di grossi quantitativi ed il basso potenziale antigenico. Tra i materiali da innesto di tipo eterologo il più studiato è sicuramente l’osso bovino deproteinizzato, utilizzato frequentemente per tecniche di incremento osseo con GBR. Le particelle di osso bovino deproteinizzato sono caratterizzate da buone proprietà osteoconduttive ma a seconda di come sono state trattate da una bassa capacità di riassorbimento e sono state utilizzate con successo in associazione a membrane di collagene per incrementi orizzontali e verticali di cresta con tecnica GBR.
Lo stesso materiale sotto forma di blocco ha minori capacità osteoconduttive quando utilizzato in procedure di incremento di cresta ossea, sia verticale che laterale. In particolare questi blocchi, all’esame istologico, sono apparsi circondati da tessuto connettivo e solo una piccola quantità di osso neoformato è stata rilevata alla base dell’innesto.

share on